Metilmercurio
Origine
Il metilmercurio (o mercurio metilato, o mercurio organico) ambientale proviene in gran parte, anche se non esclusivamente, dalla metilazione di mercurio inorganico da parte di batteri, ad esempio nei sedimenti del fondo marino e lacustre. La contaminazione degli ecosistemi acquatici dipende dall’accumulo e dal rilascio di mercurio dal suolo e dalla deposizione diretta, mentre fra i fattori che influenzano la metilazione sono riportati l’Ossigeno Disciolto (OD), la presenza di batteri solfato-riduttori ed il pH.
A sua volta, le principali fonti di mercurio inorganico sono costituite dalle emissioni naturali (es. emissioni vulcaniche, evaporazione dalle sorgenti d’acqua), sebbene il mercurio depositato tramite l’atmosfera nei diversi comparti ambientali sia anche di origine antropica (estrazione dalle miniere, combustione di carburante fossile, produzione di cemento, residui di procedure di incenerimento). Come mostrato nella figura ispirata dal documento dell’OMS (vedi riferimenti), il mercurio è emesso nell’ambiente come vapore nello stato elementare (Hg0) che in seguito è convertito nella forma solubile (Hg2+). Il Hg2+, depositato al suolo dalla pioggia, può essere ridotto a Hg0 e tornare nell’atmosfera come vapore, oppure accumularsi nei sedimenti oceanici sottoforma di solfuro (HgS)
Livelli ambientali ed esposizione umana
L’aria e l'acqua, in funzione del livello di contaminazione, possono contribuire significativamente all'assorbimento giornaliero umano di mercurio, sia organico che inorganico, sebbene sia ormai riconosciuto che l’ingestione di pesci e prodotti ittici costituisca la fonte principale di esposizione per la popolazione generale. Infatti, é stato riscontrato che il livello di mercurio nel pesce, anche per individui che ne consumano abitualmente piccole quantitá (media di 10-20 g di pesce/giorno), puó significativamente influenzare l’assunyione totale di mercurio da parte dell’uomo. Il metilmercurio è liposolubile e bioaccumula facilmente negli organismi in quanto viene eliminato molto lentamente. Quindi, seguendo il criterio della concentrazione lungo la catena alimentare, il livello di metilmercurio negli organismi viventi aumenta dai molluschi, crostacei etc., ai pesci di piccola taglia fino ai predatori come pesce spada, squalo e merluzzo. Livelli maggiori di 1200 mg/kg sono stati trovati nella parte edibile di pesci predatori. La contaminazione da mercurio dipende ovviamente anche dall’habitat (il pesce oceanico ha minore probabilità di contaminazione rispetto al pesce di lago che vive in un bacino chiuso).
E’ stato stimato che l’essere umano ha un’assunzione media giornaliera di circa 2,4 mg di metilmercurio ed un assorbimento di circa 2,3 mg. E’ riportato che il consumo di 200 g di pesce contenente 500 mg/kg di metilmercurio porta ad una assunzione di 100 mg di mercurio totale, di cui la frazione principale é costituita da metilmercurio. Questa quantitá corrisponde alla metá della dose tollerabile di assunzione settimanale (200 mg) raccomandata per il metilmercurio dall’OMS.
Effetti tossici sull’essere umano
In seguito ad ingestione, il metilmercurio è molto più tossico rispetto al mercurio inorganico. Il livello di mercurio è generalmente misurato in sangue e capelli. Gli effetti e le relazioni dose-risposta del metilmercurio per esposizione prenatale o neonatale differiscono sia quali- che quantitativamente dagli effetti osservati negli adulti. Negli adulti, la relazione dose-risposta è essenzialmente la stessa riportata per il mercurio inorganico (Environmental Health Criteria 1, OMS, 1976).
Il metilmercurio nella dieta umana va quasi totalmente in circolo ed é distribuito in tutti i tessuti nel tempo di 4 giorni. Le concentrazioni massime nel cervello sono raggiunte dopo 5-6 giorni. Nell’essere umano, il rapporto fra il livello nel sangue e nei capelli é circa 1: 250, con significative variazioni individuali.
Effetti sul sistema nervoso
L’inibizione della sintesi delle proteine è uno dei primi rivelabili effetti bio-chimici nel cervello adulto, attraverso una sequenza di eventi ancora non chiara. Il metilmercurio può anche reagire direttamente con importanti recettori nel SNC, come evidenziato dall’effetto sui recettori dell’acetilcolina nel sistema periferico. Le donne in gravidanza possono riportare effetti nocivi a livelli di esposizione minori rispetto agli altri adulti.
Il metilmercurio è un inquinante particolarmente tossico per il sistema nervoso in via di sviluppo. L’evidenza clinica ed epidemiologica indica la maggiore suscettibilità della vita prenatale e neonatale verso gli effetti tossici del metilmercurio rispetto alla vita adulta, sebbene sia difficile risalire alla relazione dose-risposta per questi effetti. L’esposizione prenatale a metilmercurio può provocare gravi squilibri durante gli stadi critici dello sviluppo neuronale del Sistema Nervoso Centrale (SNC), portando ad alterazione della normale struttura cerebrale e deficit cognitivi (spesso questi danni portano a cecità, sordità, afasia, anormalità del tono muscolare, ritardo psicomotorio o aborto spontaneo).
L’evidenza della correlazione con il ritardo nello sviluppo psicomotorio riscontrato in neonati e bambini è stata evidenziata da elevati livelli di mercurio nei capelli e nel sangue della madre durante la gravidanza. L’esposizione in gravidanza, anche a dosi non teratogene, può indurre rilevanti deficit neurofunzionali nella prole.
Altri effetti
La corretta valutazione del rischio di altri effetti nocivi per la salute umana necessita del supporto di ulteriori dati scientifici, come ad esempio nel caso del rischio di malattie cardiovascolari e tumori riportato da alcuni studi epidemiologici condotti su popolazioni con maggiore consumo di pesce potenzialmente contaminato.
Casi di tossicità cronica da metilmercurio
Oltre ai diversi casi di neurotossicità associata in maniera diretta al consumo di pesce, fra i casi di avvelenamento da metilmercurio si ricordano la contaminazione di grano in Iraq (1956-1960) e la Sindrome di Minamata (1952), quando fra la popolazione della omonima baia (in Giappone) si registrarono i primi casi di avvelenamento da mercurio correlato al consumo di pesce inquinato in seguito al rilascio dai reflui degli impianti chimici di Chisso (1932).
Riferimenti bibliografici
- International Programme on Chemical Safety. Environmental Health Criteria No. 101, Methylmercury. World Health Organization: Geneva, 1990.
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